Mind the gap.
Attenzione al vuoto, allo scarto, al passaggio.
A quello che hai sotto i piedi, a un passo da te.
Mai come in questo momento abbiamo un sacco di gap a cui dare attenzione.
Personali, professionali: facendo lo slalom quotidiano nell’essere genitori, figli,
capi, collaboratori, colleghi. Amici.
Problemi da risolvere, “scarti” da colmare.
Tecnologici, umani.
In una distanza che in un certo senso ci ha costretto a un contatto, a una
vicinanza che talvolta fa paura.
Penso, nelle occasioni di scambio quotidiano online, a chi si ostina a non farsi
vedere, a tenere off quella telecamera che può essere l’unico modo, in questi
tempi di bit e byte, per colorare di umanità le parole che viaggiano via
microfono.
Penso al gap e al mind.
A come fare per far diventare Mind the gap quell’Attenzione al vuoto! che sa di
pericolo un Guarda che cosa invisibile ti eri perso finora che sa di scoperta.
Una riflessione personale e professionale, in un intreccio ormai inestricabile di
sensibilità che è pure figlio di questi tempi strani.
Mind the gap che può diventare Gap the mind.
Pensare in modo nuovo.
Superare la paura.
Stare attenti a dove mettiamo i piedi e i pensieri, tutti i giorni.
Guardando quel vuoto, quel passaggio, quello scarto in modo diverso.
Come uno spazio, invece che un vuoto.
Dove posso esplorare, non ne
cessariamente cadere.
Mind the gap
Gap the mind
Le nuove strade ci sono già.
Post correlati
21 Dicembre 2025
Killing Me Softly
Quando la gentilezza diventa un killer silenzioso dell'innovazione. Cinque…
20 Dicembre 2025
Immaginare futuri e comunità migliori : new living, new learning, new working
La specie umana ha eletto nei secoli la città come habitat privilegiato. Oggi,…
20 Dicembre 2025
Binario 95 : il terzo settore che dà voce ai vulnerabili
Quali sono i pilastri del nostro sistema economico e sociale? E in quale…



