Ci abbiamo preso gusto. Con la sesta EVIprovocazione continuiamo ad esplorare i temi che qualche anno fa hanno dato vita a Contanimazioni.
Lo scorso numero era dedicato all’errore. Oggi tocca al Successo.
Perché, dopo l’errore, il successo? Perché hanno in comune il movimento. Non sono definizioni statiche, ma caleidoscopi che cambiano forma insieme alle trasformazioni sociali e culturali. E quindi ci restituiscono, ogni volta, il nostro tempo.

Cos’è il successo, dunque?

La prima immagine che viene in mente è quella dell’immaginario collettivo: fotogrammi che pullulano di celebrità, ricchezza, fascino, glamour, privilegi, approvazione.
Ma oggi non basta più. Nemmeno l’A.I. si lascia ingannare. Alla domanda: “Cos’è il successo?” che le abbiamo posto scrivendo questa newsletter, Sophie (così l’abbiamo chiamata) ci ha risposto: “È la
capacità di fiorire, come diresti tu.” (Sa nutrirsi bene dei nostri prompt, Sophie )
E allora ripartiamo da qui: dalle fioriture e dalle sfumature.

Un nuovo paradigma

Noi esseri umani stiamo sperimentando una relazione sempre più stretta tra biologia e tecnologia. La nostra mente si è trasformata; da verticale è diventata orizzontale e connettiva: ognuno di noi è in grado di costruire una rete potenzialmente illimitata di relazioni istantanee.

E questo ha ribaltato la piramide di Maslow: l’autorealizzazione non è più un privilegio di pochi, ma un punto di partenza. Perché ognuno la può pensare, sognare, costruire.

Il successo non è più solo consumo o status. È credibilità. È connessione. È capacità di creare risonanza, di ripercuotersi come un suono, di echeggiare.

E allora cos’è il successo nelle organizzazioni?

Per noi il successo nelle organizzazioni è un atto, è nel quotidiano, è connessione.

È un Atto → perché non è astratto, è un’azione che posso compiere anche nella routine, non solo nei progetti speciali. Deve essere visibile, comprensibile, umano, naturale.

È Quotidiano → perché deve essere nel quotidiano se vogliamo che sia nel futuro. Devo poter vedere come quello che faccio oggi si collega con il successo per la mia azienda.

È Connessione → perché il successo aziendale deve agganciarsi con le persone, con ogni singola persona. È unisci i puntini, dove i puntini sono i singoli quotidiani atti di successo che le persone sanno di poter fare e fanno.

Qui il successo diventa cultura organizzativa. È l’humus nel quale vivono le persone in azienda. È l’aria che respirano tutti i giorni. La cultura organizzativa è quella che ci parla di logica e di emozione, di performance e di vision, di obiettivi e di valori.

Ha una forma, la cultura organizzativa, che può venire dagli enunciati strategici, dalla carta di servizio o dei valori, dalla mission e dai focus trasmessi su eccellenza e di qualità.

Ha sempre una sostanza che è fatta da comportamenti, azioni e relazioni quotidiane delle persone che la animano e da come questi comportamenti quotidiani sono considerati positivamente. È il tema dell’accettazione o disapprovazione professionale.

Ma succede, talvolta, che forma e sostanza della cultura organizzativa siano diversi, addirittura distanti. Ci è capitato di vedere contesti, per esempio di aziende di servizio, in cui la cultura organizzativa parlava di successo di business legato all’attenzione al cliente e quella reale premiava invece altro, autoreferenzialità e difesa del proprio punto di vista tecnico, non ricerca di quello del cliente.

Allora il tema del successo nella cultura organizzativa reale è centrale perchè definisce per le persone il perimetro di motivazione, determina il livello di soddisfazione, attiva o meno la percezione di sentirsi e di essere stimati, riconosciuti come contributori al successo aziendale.

E, lo sappiamo per esperienza personale prima ancora che professionale, quello che ci fa sentire di successo, ci genera soddisfazione e reale esperienza di contributo è poter esprimere con autenticità quello che siamo. Perché l’alternativa, la recita di un ruolo che non ci appartiene, genera frustrazione, demotivazione, distacco.

Quindi il nostro assunto è che o il successo entra nella sostanza della cultura organizzativa e riesce a risuonare nell’esperienza individuale, aggancia le persone, le fa sentire parte del successo aziendale o sarà solo un guscio vuoto, un simulacro di quello che potrebbe essere. Un enunciato che non produce vibrazioni.

Come si può creare una cultura organizzativa che ispiri il successo e crei la connessione con le persone che questo stesso successo devono realizzare?

Il tema è complesso, e lo vogliamo qui semplificare con alcuni dei wall geniali di Gapingvoid, società statunitense con la quale collaboriamo, specialista nel costruisce tool di unisci i puntini. Tool che rendono visibile la cultura organizzativa specifica di una azienda per generare risonanza e orientamento nelle proprie persone. Le immagini e le frasi che seguono sono state create per noi proprio per quel contanimazioni di 6 anni fa. Popolano gli spazi di lavoro di evidentia e sono il nostro biglietto di presentazione. Ve ne raccontiamo 3.

Success is an act of love

Il successo è un atto, è un’azione che posso fare anche io. Ha a che fare con un’emozione, e con una emozione positiva. Non è battaglia, non è supremazia, non è prevaricazione. Il successo è un atto d’amore perché rende visibili le mie migliori caratteristiche, sia come persona che come azienda.

We are catalysts or we are nothing

Se questa è una affermazione della cultura del successo vuol dire che la mia azienda dà valore alle connessioni, anche allo stare nell’ombra, a lavorare perché altri producano valore. Vuol dire premiare non solo chi fa gol ma anche chi crea le condizioni perché ciò avvenga. Pensiamo a quanti catalysts per noi preziosi non si sentono “di successo” e di fronte a questa affermazione potrebbero avere un fremito di soddisfazione e di
senso di appartenenza.

If failure is not an option then neither is success

Qui torniamo a un tema a noi caro… quanto ci rende partecipi del raggiungimento del successo sdoganare l’errore, farlo diventare un’opzione certo non augurabile ma che può avere un collegamento con il successo, se ben gestito? In questa frase c’è una tensione al fare, al
mettersi in gioco, a rischiare. Ad andare oltre ai propri sbagli e abbagli perché anche lì ci può essere un elemento costruttivo. E può essere anche un messaggio per chi non vuole stare nell’ombra ma essere protagonista visibile.

E allora, cos’è il successo oggi per te? È un punto di arrivo o un atto
quotidiano di connessione?
Alcuni spunti da portare con te

  • Un significato in movimento
    La misura del successo cambia: non più status e simboli, ma confronto intorno a idee, capacità di creare connessione, risonanza, di echeggiare. Oggi contano autorealizzazione,
    credibilità personale, relazioni e cura: nuove chiavi identitarie del riconoscimento sociale.
  • Nuovi driver economici
    Il successo diventa sistemico e tiene in equilibrio i fattori del benessere comune: reddito, salute, libertà di iniziativa, qualità delle relazioni, gratuità. Il vero capitale è quello sociale, che nasce dalla fiducia. Ma la fiducia è fragile, richiede tempo e coraggio.
  • Il motore dell’innovazione
    Successo è passare dal reagire al creare. È impegno di gruppo, è innovazione al momento giusto, con una direzione chiara e tappe di esplorazione e ascolto. Perché innovare significa anche sapersi spingere oltre le trappole dell’abitudine.
  • Il segreto: la passione autentica
    Il business crea valore solo se l’“orchestra aziendale” suona in sintonia. Se un tono stona, ne risentono tutti. Dare spazio alle passioni delle persone, lasciarle pensare e generare significato — oltre che profitto — è la vera energia del successo.
  • Un atto quotidiano di connessione
    Nelle aziende il successo è reale quando diventa cultura: si riconosce nei gesti di ogni giorno, nelle azioni di tutte le persone. Così si attiva il collegamento tra attività quotidiane, strategia e risultati. Ed è lì che il successo d’impresa prende forma.
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